Avete rapporti d'affari con la ? |
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Carlo
Pappalardo http://bastianini.info Bruxelles 2006-07-25 Deutsche Bank Via Santa Brigida 10 80132 Napoli fax +39 0815414431 Buongiorno in visita a Napoli, ho avuto modo di controllare gli ultimi estratti del
conto ****** che mia madre, in cui nome e nel cui
interesse vi scrivo, ha presso la vostra agenzia e nei quali mi è sembrato di
notare alcune anomalie e irregolarità. Ecco i fatti: · verso fine gennaio, la Deutsche Bank,
agenzia Napoli 1, ha inviato un telegramma alla titolare del conto, chiedendole
di “favorire co ns ufficio riscontro per comunicazioni urgenti che la
riguardano”. · poiché mia madre è seriamente malata ed è
oramai allettata da alcuni anni, nel corso di un mio successivo viaggio a
Napoli ho preso contatto con un vostro commesso (Mileto, mi sembra), che mi ha esternato le perplessità della banca per la
mancata movimentazione, da oramai molto tempo, del conto, sul quale non
restavano che pochi spiccioli, anche a causa dell’accumularsi delle spese di
gestione. · dopo aver spiegato al vostro impiegato i
motivi (malattia della titolare e conseguente cessazione di ogni attività) per
cui il conto non era più usato, mi è stato consigliato di procedere (a) alla
sua estinzione, e · il giorno successivo ho riconsegnato allo stesso
impiegato il solo formulario per l’estinzione del conto corrente (mia madre si
era in effetti dichiarata contraria a estinguere il fondo di risparmio). Mi è
stato confermato che la banca avrebbe proceduto all’immediata chiusura del
conto e al trasferimento a breve termine di ogni eventuale residuo con un
bonifico in mio favore. · non avendo più ricevuto notizie, varie settimane più tardi ho ricontattato il vostro impiegato, il quale ha affermato che l’operazione richiesta non era stata effettuata perché la banca aveva qualche dubbio sull’autenticità della firma di mia madre e desiderava essere da lei contattata telefonicamente per conferma. · insospettito dall’evidente assurdità della
richiesta (se la banca non si fida di una firma, ancor meno dovrebbe fidarsi di
un’anonima voce telefonica!) vi ho inviato un fax, confermando che consideravo
la richiesta di chiusura sospesa e sottolineando in particolare che nessuna
operazione doveva essere effettuata sul fondo di risparmio (mi era in effetti
venuto il dubbio, poi dimostratosi fondato, che tutte le chiacchiere del vostro
impiegato mirassero a far trasferire i soldi del fondo sul conto corrente per
poter continuare a prelevare spese di gestione). · nel corso della mia ultima visita a Napoli
ho potuto constatare che la banca ha effettuato l’unica operazione che non era
stata autorizzata a fare. Premesso che: · non mi pare per niente serio inviare un
telegramma convocando un cliente “per importanti comunicazioni” quando in
realtà tutto quello che la banca voleva era togliersi la curiosità di sapere
perché il conto non era più movimentato · non mi pare per niente rassicurante sapere
che i commessi della Deutsche Bank hanno l’abitudine di spiattellare i dettagli
sui conti e depositi dei propri clienti al primo sconosciuto che si presenta
affermando di essere il figlio del titolare (in questo caso era vero, ma il
vostro commesso non poteva certo saperlo) vi sarei grato se voleste spiegarmi · chi ha autorizzato la Deutsche Bank a
procedere alla liquidazione del fondo di risparmio di mia madre. Non mi risulta
infatti che mia madre abbia firmato un’autorizzazione in tal senso, e sono
praticamente sicuro che eventuali aggiunte sul formulario di chiusura del conto
corrente non sono di suo pugno. · indipendentemente da quanto detto al punto
precedente, e ammesso per assurdo che mia madre abbia autorizzato anche la
chiusura del fondo di risparmio oltre a quella del conto corrente, come è
possibile che una sola e unica firma venga considerata autentica per
un’operazione e falsa per una seconda operazione. · se la Deutsche Bank ritiene che la firma
sul formulario sia falsa, perché non ha segnalato al cliente che qualcuno aveva
tentato di manipolare il suo conto. E perché non ha proceduto penalmente contro
il supposto falsario. In attesa di una vostra risposta, distinti saluti Il testo della lettera verrà pubblicata domani sul mio sito Internet,
all’indirizzo (http://www.bastianini.info/deutschebank/), e trasmessa entro metà
agosto a siti di consultazione, blog, e associazioni dei consumatori
(ovviamente omettendo i dati sensibili per motivi di privacy, un concetto che
sembra sfuggire ai vostri commessi). Naturalmente, per una questione di
correttezza, vi affiancherò anche la vostra risposta, non appena mi sarà
pervenuta
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| Ad onor del vero devo sottolineare che la Deutsche Bank mi ha risposto a stretto giro di posta, anzi di email. Piccolo dettaglio: invece di fornirmi i chiarimenti richiesti, si è limitata a una serie di frasette generiche e a diffidarmi (sospetto che questo sia stato il vero motivo della rapidità con cui si son fatti vivi) dal diffondere informazioni sull'accaduto. Ed ecco la mia seconda comunicazione alla banca |
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Carlo
Pappalardo http://bastianini.info Ascoli Piceno 2006-08-07 Deutsche Bank Via Santa Brigida 10 80132 Napoli fax +39 0815414431 all'attenzione del
Dott. Arenella la ringrazio per la sua pronta risposta alla
mia lettera del 25 luglio e mi scuso per aver "declassato" il Dott.
Mileto da vicedirettore di sportello a semplice impiegato (categoria che, del
resto, rispetto moltissimo). Avrei dovuto ricordare che nelle banche italiane
si diventa subito vicedirettori di qualcosa, e quindi il mio errore è davvero
imperdonabile. Come unica giustificazione posso addurre il fatto che il modo di
fare del Dott. Mileto non mi è sembrato quello che ci si può aspettare da un
funzionario che ricopre un incarico così importante, dunque un uomo senza
dubbio di grande esperienza e raffinata cultura. Ho avuto qualche difficoltà a tradurre in italiano la sua lettera, ma una volta pervenutovi non posso che concordare su quanto da lei affermato in apertura "Prima di tutto credo che ogni problematica in genere trovi migliore soluzione se discussa "de visu" e non a distanza quanto meno si guadagna in termini di qualità della comunicazione, quindi sarò ben lieto di incontrarla di persona per darle ogni chiarimento fosse necessario". Purtroppo, prima o poi sarò senza dubbio costretto a venire nuovamente a Napoli; in tale occasione non mancherò di contattarla per fissare un appuntamento e avere così il piacere di conoscerla. Quello che però mi lascia perplesso è il secondo paragrafo della sua risposta, che contraddice il primo. Lei afferma in effetti che "In quell'occasione sarò ben lieto di dare risposta ad ogni suo interrogativo. Ovviamente nel rispetto della normativa vigente ogni comunicazione di dati sensibili sarà possibile unicamente al legittimo titolare del Conto". Mi pare giustissimo (magari il Dott. Mileto avrebbe dovuto pensarci prima). Ma poiché, come ben sa, non sono il titolare del conto di mia madre (lapalissiano) non capisco quali chiarimenti potrebbe darmi nel corso di un nostro eventuale futuro incontro: qualsiasi informazione sul conto rientrerebbe ovviamente tra quelli che lei definisce dati sensibili. Le faccio per inciso notare che in questo modo sta censurando l'operato del Dott. Mileto, che mi ha invece allegramente spiattellato tutti i dettagli del conto corrente e del fondo di risparmio di mia madre. Nel terzo paragrafo
della sua risposta lei mi ricorda che "Le
disposizioni operative da noi eseguite sono state presentate da Lei e non da
sconosciuti o a mezzo posta e se è stata fatta un'eccezione questa è stata
fatta nel rispetto delle condizioni di salute della ns Cliente, è vero che non
abbiamo avuto finora mezzo per identificarLa come figlio legittimo della ns
Cliente ma lei ha presentato copia del passaporto della ns Cliente, documento
riservato e presumibilmente custodito in casa". In secondo luogo:
di quali disposizioni operative sta parlando? Il formulario firmato da mia
madre, e da me consegnato alla Deutsche Bank, prevedeva un'unica operazione: la
chiusura del conto corrente a suo nome ancora esistente presso la banca (e
ovviamente il trasferimento di eventuali somme residue su un altro conto). Lei
afferma che "Le disposizioni
operative da noi eseguite...".
Ma il punto è proprio questo: la Deutsche Bank NON ha eseguito l'operazione
richiesta, ne ha eseguita una non richiesta. Oppure, se vogliamo proprio dire
che in quei giorni ero tanto distratto e preoccupato da non essermi accorto che
mia madre aveva aggiunto di suo pugno sul formulario una ulteriore richiesta
per la liquidazione del fondo Oasis (a proposito, ha dato un'occhiata al
formulario che a suo tempo ho restituito al Dott. Mileto? Ha trovato una
richiesta scritta di mia madre in tal senso?), ha eseguito solo la parte di
operazione che le conveniva (la liquidazione del fondo Oasis) ma non la parte
che non le conveniva (la chiusura del conto corrente). E ritenere la stessa
firma autentica per un'operazione e non autentica per una seconda operazione mi
sembra un poco forte, anche per un istituto bancario dalla abitudini piuttosto
disinvolte. Dalla lettura del
quarto paragrafo ("Siccome concordo sulle tematiche da Lei affrontate
in termini di rispetto del trattamento dei dati personali, la pregherei a tale
punto di munirsi di apposita procura notarile ad operare sul rapporto
specificatamente indicato. Lei stesso tra l'altro in un fax a ns mani afferma
di sospendere ogni operazione sul rapporto della ns Cliente perchè con le sue
sorelle stava cercando di risolvere il problema") mi sembra poi di
capire che esiste un equivoco di fondo. Nella mia lettera del 25 luglio non
chiedo affatto spiegazioni sulla mancata chiusura del conto, ma sul
comportamento della banca. Invitarmi quindi a presentare una procura notarile è
del tutto fuori luogo (per inciso, sta nuovamente censurando il Dott. Mileto,
che aveva dimenticato di farlo). In ogni caso, se un giorno dovessi decidere di
occuparmi di nuovo di quest'inutile conto, non dimenticherò la sua richiesta.
Quello che adesso mi preme sapere è se il comportamento della Deutsche Bank è
stato lecito o meno (la domanda è retorica, la risposta mi pare ovvia, ma mi
piacerebbe che la banca ammettesse il proprio errore. Anzi, penso che la sola
cosa corretta che la banca potrebbe fare sarebbe riportare la situazione a
com'era prima del mio passaggio a Napoli). Per finire, nel fax cui lei fa
riferimento mi limitavo a prendere atto che la Deutsche Bank aveva sospeso
l'operazione richiesta da mia madre, non chiedevo invece, come lei afferma, di
sospendere tale operazione (due mesi dopo averla sollecitata sarebbe stato un
poco tardi, non le pare?) L'ultimo paragrafo
della sua comunicazione "Concludendo, viste le ipotesi da Lei formulate
La prego di inviarmi certificato di esistenza in vita della ns Cliente"
mi sembra, non me ne voglia, completamente idiota. A parte il fatto che non
capisco come le ipotesi da me formulate (cioè il fatto che la banca abbia
eseguito un'operazione senza averne ricevuto l'autorizzazione necessaria)
potrebbero giustificare una sua richiesta in tal senso, nel paragrafo
precedente mi aveva appena sollecitato una procura notarile; a mia conoscenza
non è possibile ottenere una procura notarile legalmente valida nel corso di
una seduta spiritica, di conseguenza la richiesta di un certificato di esistenza
in vita è superflua e vessatoria. In ogni caso, se la Deutsche Bank ha veramente voglia di sapere se mia madre è in vita o no (lo è, lo è) può sempre procurarsi un certificato e togliersi così questa malsana curiosità.
Colgo l'occasione
per porgerle i miei cordiali saluti e augurarle buone vacanze. PS: dalle
informazioni ricevute, non esiste una normativa che m'impedirebbe di pubblicare
su Internet la sua risposta (lavora alla Deutsche Bank, mica al Sismi!), quindi
la sua messa in guardia vagamente minacciosa non mi tange. Non ho però alcun
problema a soddisfare il suo desiderio di riservatezza; mi sono sono quindi
limitato a pubblicare le mie lettere (dopo aver eliminato i dati sensibili). |
| Beh, naturalmente la banca ha finito col fare ammenda e pagare, ma solo perché alla fine ho chiesto l'intervento dell'Ombudsman bancario, che pare sia lo spauricchio degl'impiegati di banca. A quel punto Stanlio e Onlio, cioé scusate volevo dire i nostri due alti dirigenti bancari, si sono fatti in quattro per chiudere "a totale soddisfazione del cliente" la pratica pendente. PS: a proposito, l'enorme somma in gioco non superava i 1.500 euro! |
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(1) (19 gennaio 2005) VENEZIA - Il comitato esecutivo dell'ABI ha
oggi espresso "pieno appoggio e apprezzamento" all'azione della Task
force sull'argentina guidata da Nicola Stock. Ma, nel frattempo, il tribunale
di Venezia ha pronunciato una sentenza che potrebbe ribaltare le sorti dei
risparmiatori: ha infatti condannato la Deutsche Bank a restituire a una coppia
di clienti i 152.000 euro investiti nel 1998 in bond argentini. (2) (1 marzo 2006)) MILANO - Inizia oggi
a Milano il nuovo processo Parmalat contro tredici dirigenti di grandi banche e
società di gestione (Citigroup, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Nextra e UBS). Altroconsumo
dichiara che sarà “dentro e fuori il processo”, a Palazzo di giustizia:
all’interno con la rappresentanza di risparmiatori coinvolti nel crac,
all’esterno, manifestando visibilmente solidarietà ai risparmiatori traditi. (3) (1 marzo 2006) MILANO -
...Su questi "ordinari soprusi", Adusbef
ha chiesto alla magistratura penale di aprire un'indagine. Con la speranza che
l'azione giudizaria porti i suoi frutti come avvenuto dopo la denuncia delle
manovre sui tassi con effetto retroattivo, "ulteriore prassi abituale
delle banche", In quell'occasione, Deutsche Bank, che aveva annunciato una
retroattività di 60 giorni, "è stata costretta a fare macchina indietro"... (4) (9 maggio 2006) FIRENZE - Le
banche applicano commissioni anche di cento euro per ciascun titolo che il
cliente sposta altrove, ma l'operazione costa loro appena trenta centesimi. Per
questo abbiamo deciso di segnalare all'Antitrust lo spropositato ricarico, che
serve a bloccare la fuga dei clienti. |